mercoledì, 11 novembre 2009

I dodici soli sono diventati tredici (per ora)

 

SOLE E SPIGHE

 

Ci sono voluti ben dodici soli ardenti, perché il ghiaccio si sciogliesse dai tetti sporgenti ed io potessi uscire dalle gelide stanze con l'occhio fisso sulla meta da raggiungere.
Ho percorso aspri sentieri, salite impossibili e scomodi dorsi a piedi; ho spremuto il giorno come un limone; ho sostato alle città di Sodoma e Gomorra, ma sempre ho tenuto lo sguardo in avanti e, sorpassata la creta, ho invocato il soccorso degli eventi benigni. Il loro ritorno e ristoro.
Sono stata quercia sotto le intemperie e anche se ho perso qualche ramo, ne ho tanti ancora con foglie sempre verdi.
Ho bruciato essenza, spargendo il profumo sotto le narici di gente sconosciuta ed indifferente;
e ho scritto numerose parole, che mi hanno sostenuta come barca sulla torrente.
Qualche isola l'ho pure trovata dove attraccarmi brevemente.
Ora, la mia nuova residenza è in una conchiglia vergine, dove altre onde arriverranno.
Ci sono voluti dodici Vangeli, perché il Fato si convertisse al più Sacro. Il Mio.

***

Domani ritornerà il dodici di novembre dell'anno millenovecentonovantasei a farmi visita
e anche se il Ricordo con il tempo si assopisce ad ogni ricorrenza si risveglia.

Ho pensato molto prima di pubblicare questo testo, ma poi mi sono detta:
perché spegnere il tredicesimo sole? Dove dovrebbe risplendere se non sul mio blog?

Carmen

postato da: piccolarondine alle ore 18:10 | link | commenti (1)
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UGUAGLIANZA?

 

UGUAGLIANZA ?

 

Il tempo della barca
che ritorna  è  forse
meno uguale di quell’altra

che con la vela alzata parte? 

 

eppure presuntuosamente

tagliamo a fette il tempo

perché la parte tua

la mia non divori

 

la tua sia tua

la mia sia mia

 

ma nella consistenza

l’uguaglianza vira:

 

per una barca che affonda

il tempo ne fa altre mille

e virano altrove.

 

Rondine

postato da: piccolarondine alle ore 10:05 | link | commenti (4)
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martedì, 10 novembre 2009

DEL DIO BLU' COBALTO

 

Diario

 

 

mi tornano in mente
ostie immacolate
in bocca al mistero

l’unzione sacra
il piccolo seme 
un sonno estremo

sulle ali spiegati
la consegna
del tuo diario:

avevi scritto di un Dio
Blù Cobalto.

 

Rondine

 

 

 

 


Nota:
è
dedicata a
Giuseppina Geracitano,
la cui vita fu
una breve Poesia.  

 

 

 


 

 

 

 

postato da: piccolarondine alle ore 14:23 | link | commenti (4)
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SUL RUSTICO CAMMINO




Calava un rutilante sole sul rustico cammino verso casa
ad addolcire un po' della fatica dei ruvidi giorni dei contadini
andavano verso sera con il guizzo di quel sole che restava negli occhi
dopo aver governato sullo storno della stagione, potando

la stanchezza poi si affievoliva all'odor del cibo e della madre
in cucina, era gente genuina come il latte appena munto
non c'era tempo per scarpe di costosa malinconia né per la vanesia
qui si pensava a come fare per superare il domani
si facevano i conti e s'indossavano gli stivali

avevano imparato senza scuola a dominare il vento
quando ruggiva tra i rami e aiutare gli animali a partorire
a costruire la palazzina che pareva un castello
sapevano come rinvigorire la terra con le mani sporche dal letame
tiravano avanti tra un seme e l'altro

sul tavolo di legno c'era sempre un bicchiere pieno
e l'odor di pane appena cotto al forno e cuori
che si riscaldavano a sera davanti a ceppi ardenti
i figli ascoltavano il padre raccontare dello sterile passato
e del raccolto del presente
mentre la madre sferruzzava sul futuro in silenzio.


Rondine
postato da: piccolarondine alle ore 14:06 | link | commenti (5)
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domenica, 08 novembre 2009

C'E'

occhio del cielo

 

 

C'è una dimora nella valle
dove albergano la memoria
il rimpianto, la storia
lì il vento porta il tempo
all'origine di ogni cosa
e incedono i passi
del silenzio

come la danza leggera
di una visione meravigliosa
l'acqua trasparente
che gorgheggia innocente

il tesoro nascosto
nel cuore dell'Anima
è l'empatia di una breve poesia
l'incubo della tempesta
che  si splaca

C'è una pianura dove il presente
si distende  e giorni giocano
sulle spighe e sulle ortiche
e l'orizzone resta irragiungibile

C'è una barca in mezzo al mare
che sfida la bonaccia e le onde
il coraggio di chi vorrebbe arrivare
alle coste della luna
dove si profila l'illusione
nell'ottica della fortuna

come l'incoscienza che prosegue
incurante di quel che trova
e sfonda le barriere 
lo schiaffo del vento
gli spruzzi della sorte

C'è una terra che aspetta
a ventre aperto
terra che da e riprende
e richiude il suo ventre
poi
c'è una cielo sopra la testa
che ci osserva.

Rondine

postato da: piccolarondine alle ore 18:30 | link | commenti (13)
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venerdì, 06 novembre 2009

Alla finestra, odore di uomo

 

Profumo di uomo, alla finestra.

 

Dalla finestra del mattino
entra l’odore del dopo barba
del vicino, si risvegliano
i cespugli della memoria
che prima profumavano
di uomo
 
l’allegro ruscello del tempo
zampilla e  scuote
desideri assopiti
tra sassi,  è vuoto
 
mancano l’uva selvatica
e la rosa
il gusto e l’aroma
il colore
la pelle dell'uomo
e l’abbraccio infinito
di Adamo rinato
 
e tutte le belle cose
stivate nel volo
che persi per colpa
del sonno e del tuono.
 
 
 
Rondine
 
 
 
 
 
postato da: piccolarondine alle ore 11:17 | link | commenti (6)
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giovedì, 05 novembre 2009

AL SERVIZIO DELL'ANIMA





Sono al servizio dell’anima

e nulla di ciò che scrivo è mio

è lei che comanda, come e quando.

Se la cosa le è gradita

è con l’essenza, che mi ricompensa.   

 


Rondine
postato da: piccolarondine alle ore 10:25 | link | commenti (11)
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martedì, 03 novembre 2009

IO, SO ACCENDERE IL SOLE DI NOTTE

SOLE DI MEZZA ESTATE NORD EUROPA
(l'immagine è stata presa da google, unicamente per accostarla al testo. Rappresenta il sole di mezza estate del Nord Europa)






L’inverno pare senza fine

accostata alla fredda ragione

alla forza alla scienza agli affetti

con unghie aggrappate alla vetta

da dove echeggia fino a valle

la subdola risata della iena

 

disegno sopra il cielo una linea

unisco la sopravivenza alla follia

che acclamo Regina 

di cunicolo e spazi improvvisi.

 

Ma l’albero

che mi sta di fronte da una vita intera

cosa fa più di me se non altro

di assistere impotente alle cadute

delle foglie, eppure la mia esistenza

è più breve?

 

io sono l’anomalia dell’albero solitario

mi vesto e mi spoglio come voglio

anche a stagione finita, se la cosa mi è gradita.

 

Ho navigato tanto quando ero barca

e adesso che sono transatlantico
navigo su acque più alte

ho ancora onde da solcare prima

di raggiungere il mio porto.

 

A me furono consegnate la rotta e la nave
perché so virare controcorrente  

e a bordo non è salito nessuno

perché  nessuno arrivò

dopo il suono della campana.

 


Il capitano affidò

alle mani del tramonto il Poema
ed io trovai
il modo
di accendere il sole, anche di notte.  

 

 

postato da: piccolarondine alle ore 16:23 | link | commenti (5)
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lunedì, 02 novembre 2009

IL VALZER DEI TREDICI LUNGHISSIMI ANNI


IL WALZER DEI TREDICI LUNGHISSIMI WALZER

(l'immagine è stata presa da google, unicamente per accostarla al testo)

 

Erano storpi  che partecipavano
ad una gara da corsa
i tredici lunghissimi anni
a quei tempi era in vigore

la legge della sottrazione,
non si poteva sommare

la sconfitta alla vittoria
perché non c'era un traguardo.

Hanno provato ad annegarmi
i tredici lunghissimi anni
ero diventata il pesce nell'acquario
e quando hanno reciso pure le ali
ho imparato a camminare.

Non è vero
che gli anni affievoliscono
il ricordo
è solo cambiata la prospettiva della bugia
invece di osservarla da basso la vivi dall’alto
e capisci, capisci

e tiri avanti

come il bue al suo carro
fino a quando protesti e ricordi
che non sei bue ma donna,

sono stati ribelli

i tredici lunghissimi anni.

Poi, dopo risorgi
non come la Fenice,che nulla c’entra,
risorgi dalla tua stessa idea:


guardi allo specchio e ti accorgi
che hai smesso di porre domande

perché cambia la musica,

 

all'ultimo valzer dei tredici anni.
postato da: piccolarondine alle ore 12:00 | link | commenti (10)
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venerdì, 30 ottobre 2009

IO SONO LA MIA LUCE :)


LUCE



Non c’è nessuna certezza di quella che sono, o delle donne che dimorano in me ,

e questa incertezza ha fatto sì che  mi stupisco ogni volta che ingoio una lacrima d’immenso.

L’essere primordiale che vive in me ha alzato le tele  che confondevano la mente.

Io posso  osservare come un faro oltre il mare e virare la mia vita verso l’orizzonte che voglio.

Io posso fare il miracolo. Io sono il mio Miracolo.

 

Ho un tabernacolo che tengo illuminato. Sempre. Un tabernacolo costruito con mattoni di fatica, di dolori e di disillusioni, e ogni volta che l’oscurità prova a rosicare la mia luce, io ne genero altra.

Io so generare luce. Io sono la mia Luce.

 

Se guardo indietro, posso vedere un percorso preciso. Un percorso difficile ma non impossibile.

Si trattava di superare certi ostacoli che servivano a spianare la vista, certi ostacoli necessari come i livori per apprezzare la bellezza. E il nuovo panorama.  Si trattava di camminare a piedi scalzi, quando gli altri andavano in treno e si lamentavano. Io non avevo tempo per lamentarmi. Dovevo correre più veloce del treno per pareggiare i conti e ricuperare una strada interrotta. Perché la bellezza stava in quella corsa verso la meta.   

 

Io, a differenza di tanti sul treno, so dov’è la bellezza. Essa dimora nella forza, nei valori e nelle rinunce per quei valori.

Dopo il viaggio restano le gocce di un immenso che non conosco, ma che percepisco che c’è.
Da qualche parte c’è ed è bene non sapere dov’è.

Che resti l’Immenso nella percezione, in modo tale che nessuno possa consumarlo.

L’immenso così è di tutti.

 

Io ho conosciuta le varie forme dell’immenso, nella nascita e nella morte. Nella speranza.

Io mi nutrisco dell’immenso, della fatica e della gioia. Io so gioire.

Io sono la gioia di me stessa, perché ho saputo ingoiare il dolore.

 

Rondine

postato da: piccolarondine alle ore 15:13 | link | commenti (9)
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Chi sono

Utente: piccolarondine
Nome: Rondine Rondinella
Una piccola rondine solitaria. Ho imparato che un uomo ha diritto di guardarne un altro dall'alto solo per aiutarlo ad alzarsi (Gabriel Garcia Marquez) Ciò che è importante persisterà, ciò che inutile, scomparirà Per credere nel proprio cammino, non ho bisogno di dimostrare che quello dell’altro è sbagliato. (Paul Coelho)

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